<![CDATA[Psicologia, Psicoterapia e Counseling <br />a Torino (zona Crocetta) - Blog]]>Mon, 07 Mar 2016 15:24:30 +0100Weebly<![CDATA[LOV Vanchiglia Open Lab : convegno gratuito sull'importanza dello sport nell'educazione dei figli]]>Wed, 03 Jun 2015 16:09:04 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/lov-vanchiglia-open-lab-convegno-gratuito-sullimportanza-dello-sport-nelleducazione-dei-figli
Oggi vi segnaliamo la nostra partecipazione al LOV Vanchiglia Open Lab, manifestazione giunta quest'anno alla sua settimana edizione.
Parteciperemo all' Open Day della Palestra Stella Polare in via Bava 23/A con un convegno intitolato Importanza dello sport nell'educazione dei nostri figli.
L'evento, completamente gratuito, inizierà alle 15:30 (non è necessario prenotarsi, ma l'ingresso in sala avverrà fino al raggiungimento della capienza) e si inserisce nel filone principale di questa edizione: l'EVOLUZIONE.


Parleremo dell'importanza dello sport nella crescita di bambini e ragazzi, del ruolo dei genitori in questo percorso e dei rapporti con gli istruttori.
Sarà possibile porre domande: in pubblico per chi vorrà, privatamente a fine convegno per chi sente di avere esigenze più specifiche.

Vi aspettiamo!

Link all'evento Facebook
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<![CDATA[Nuova collaborazione con la Palestra "Stella Polare" di Torino]]>Fri, 24 Apr 2015 13:10:02 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/nuova-collaborazione-con-la-palestra-stella-polare-di-torino
Siamo liete di annunciare una nuova collaborazione con la Palestra Stella Polare  ( sita in Via Bava 23/A, Torino).
Tutti i tesserati della palestra hanno l'opportunità di richiedere un primo colloquio informativo gratuito presso il nostro Studio, previo appuntamento da prenotare attraverso i recapiti già presenti nella nostra sezione contatti.



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<![CDATA[Psicologia dello sport: allenare la mente. Evento divulgativo gratuito il 24/03 presso il nostro Studio]]>Tue, 17 Mar 2015 15:43:53 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/psicologia-dello-sport-allenare-la-mente-evento-divulgativo-gratuito-il-2403-presso-il-nostro-studio
L’analisi dei meccanismi psicologici che regolano la competizione conferisce allo sport una dimensione scientifica confermando un assunto teorico che si radica lontano nel tempo: l’indissolubilità mente-corpo e la necessità di declinare entrambi gli aspetti per arrivare ad ottenere risultati ottimali. 
Su questi assunti si basano e si sviluppano tecniche come il mental training, l’imagery, l’EMDR, il training autogeno, che consentono di ottimizzare il rendimento dell'atleta aiutandolo a riuscire al meglio delle sue potenzialità ed a raggiungere la prestazione eccellente.
Ma la rilevanza della componente psicologica non riguarda solamente l’attività dei campioni e degli atleti di medio ed alto livello, ma anche i giovanissimi che si avvicinano per la prima volta alle discipline sportive.
Scopo dell’incontro è illustrare come, dagli sport di squadra agli sport individuali, dai campioni ai piccoli atleti, il fattore psicologico rivesta un’importanza fondamentale per riuscire a dare il meglio di sé e per comprendere che lo sport è divertimento ma anche lezione di vita, per star bene con se stessi e con gli altri.


L'evento è gratuito ma per motivi organizzativi è obbligatorio prenotarsi con una di queste modalità:
- inviando una mail a studiopsicologiato.ls@gmail.com
- telefonando al numero 3457001550 (Dott.ssa Starnotti)

Facebook: https://www.facebook.com/events/1567774786810264/
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<![CDATA[Self Talk: il dialogo interno dei campioni]]>Tue, 24 Feb 2015 14:20:44 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/self-talk-il-dialogo-interno-dei-campioniPicture
Il Self Talk (o dialogo interno) è una tecnica basata sul dialogo interiore che, se molto utile nella gestione delle emozioni nel quotidiano, si rivela soprattutto efficace nello sport. In questo ambito costituisce uno strumento particolarmente potente ed una delle più valide strategie per migliorare attenzione e concentrazione.

Più precisamente il Self Talk riguarda quel dialogo interno che ciascuno di noi sviluppa con se stesso, quella voce interiore che scaturisce dalla consapevolezza di dialogare con la nostra persona. Questo parlare “a” e “con” sé si sviluppa in ciascuno naturalmente, ma è solo quando questo dialogo viene strutturato, gestito consapevolmente e utilizzato in modo efficace che si può parlare di Self Talk.

Le possibilità di applicazione di questa tecnica sono innumerevoli, ma è necessario un training che abbia l’obiettivo di far gestire all’atleta questa risorsa nel modo più funzionale. Anch’esso infatti, non diversamente da altre tecniche utilizzate in Psicologia dello Sport (training autogeno, visualizzazione, ecc.) non dovrebbe essere attivato occasionalmente nell’imminenza della gara, ma dovrebbe entrare nel modus pensandi dell’atleta per essere utilizzato anche nelle attività di allenamento o di routine.

Obiettivo del Self Talk è quello di sviluppare l’autoinduzione di stati emotivi e di autocontrollo, attraverso la ripetizione di quei “promemoria cognitivi” tipici del meccanismo stimolo – risposta.


Il self talk ottimale 

Il dialogo interno affiora automaticamente in ciascuno di noi, tuttavia è solo quello con determinate caratteristiche che può portare ai migliori risultati.Questi “pensieri automatici” dovranno quindi essere allenati e abituati a trovare connotazioni positive in grado di orientare un atleta al successo.

Evitare i pensieri negativi può portare enormi benefici alla prestazione sportiva, perciò il dialogo interno con cui l'atleta parla a se stesso in concomitanza con la gara (ma anche in allenamento o semplicemente nella sua quotidianità) al fine di motivarsi e concentrarsi, costituisce un facilitatore per il raggiungimento della prestazione eccellente.

Parlare a se stessi in termini negativi e pessimistici infatti spesso porta l'individuo a ruminazioni mentali collegate ad immagini di perdita e sconfitta. Nel caso dell’atleta ciò comporta un calo motivazionale e di autostima che può comprometterne la prestazione.

Il calciatore che pensa positivamente non ammette pensieri di preoccupazione eccessivi, non si sente confuso e non si fa dominare dall’ansia, non teme di sbagliare o di deludere l'allenatore o il pubblico: è tollerante verso se stesso e riesce a raggiungere rapidamente lo stato di concentrazione. Sa mantenere la propria tranquillità ed il proprio controllo, si sente apprezzato ed ha fiducia nelle proprie capacità. L’allenamento mentale gli permette di gestire anche i propri pensieri, per cui riconosce un pensiero negativo ed è in grado di sostituirlo immediatamente con uno positivo. 

Il dialogo interno infatti, pur essendo fortemente orientato dal vissuto soggettivo, non è tuttavia immutabile, ma può essere modificato attraverso il ricorso a tecniche diMental Training che insegnano a individuare i pensieri negativi e a commutarli con immagini positive. Il pensiero positivo mantiene più alti i livelli di concentrazione e di attenzione (fortemente influenzati dalle rappresentazioni negative), perciò l’atleta deve riuscire a modificare il proprio modo di pensare per raggiungere i propri obiettivi. E’ importante reagire sempre in maniera positiva: anche dopo un errore è utile concentrarsi e lavorare su ciò che l’ha causato, ma gestendo, senza farsi sopraffare, le emozioni negative che possono derivarne. Da questa prospettiva, l’errore rappresenta uno step necessario per il miglioramento.


Self talk, motivazione e concentrazione 

Il Self Talk positivo è prevalentemente motivazionale e mira al controllo della situazione, al rafforzamento dell'autostima e alla gestione ottimale delle risorse.

Può tuttavia essere utile anche nei casi in cui sia necessaria una riattivazione fisiologica (quando cioè il fisico sembra non reagire adeguatamente agli stimoli esterni) e anche quando, al contrario, il livello di attivazione è troppo alto e l'atleta ha bisogno di mettere immediatamente in atto strategie di rilassamento che gli consentano di ristabilire un adeguato livello di arousal.

Avere un buon dialogo interiore accresce dunque l’autostima e permette di ristabilire rapidamente le condizioni che favoriscano una buona concentrazione. La concentrazione è ciò che consente di canalizzare tutte le funzioni mentali verso un obiettivo ben definito: un deficit di concentrazione può comprometterne il raggiungimento e, conseguentemente, la performance.

Mantenersi focalizzato sul compito fa sì che l’atleta non debba soccombere agli stimoli esterni ma anzi, grazie all’allenamento mentale, riesca a dominarlo, selezionando consapevolmente gli stimoli necessari al raggiungimento dell’obiettivo ed eliminando quelli superflui. Un forte colloquio interno positivo influisce sulla qualità della concentrazione, poiché induce una vera e propria risposta fisiologica. Gli organi e i sistemi endocrino, nervoso, sensoriale e motorio sono tutti coinvolti; per questo il dialogo interiore, allenato con un adeguato Mental Training, permette la risposta più funzionale dei nostri organi agli stimoli ambientali migliorando la concentrazione e di conseguenza la prestazione.


L’importanza del self talk nella pratica sportiva 

Se, come si è visto, frasi o immagini positive possono influire positivamente sulla percezione di efficacia che l'atleta ha di se stesso durante l’impegno sportivo, è anche vero che alcuni pensieri o frasi specifiche possono influenzare le prestazioni più di altri. 
Molti atleti utilizzano frasi specifiche o immagini significative per attivare concentrazione, resistenza ed emozioni positive.

Occorrerà quindi scegliere frasi espresse al positivo, evitando la parola “non” , poiché la negazione, in questi casi, può avere lo stesso effetto di una affermazione. Per esempio la frase "non devo distrarmi" può essere sostituita con "devo concentrarmi". Ciò peraltro permette all'atleta di aumentare l'attenzione nei confronti della prestazione, focalizzandolo sul cosa deve fare e sugli specifici gesti tecnici da compiere, piuttosto che disperdere energie nel distrarsi con azioni da “non commettere”.

Il Self talk inoltre risulterà maggiormente efficace utilizzando espressioni brevi e chiare piuttosto che frasi complesse, formulate con la seconda persona singolare (il Tu) e che abbiano la forma di suggerimenti.

Seguendo il percorso di Mental Training a cui sopra si è fatto cenno, l’atleta sperimenterà col tempo diverse frasi e gesti-stimolo, arrivando a selezionare quelli a lui più congeniali. Poiché i nostri vissuti e la nostra personale costruzione della realtà inevitabilmente influenzano le nostre azioni, supportare il gesto atletico con una serie di pensieri positivi o negativi può determinare l’esito della performance sportiva: la pratica costante del Mental Training permetterà all’atleta di uscire dagli automatismi negativi che si innescano durante le gare, modificando naturalmente le strategie nei momenti di maggior impegno per adeguarle al raggiungimento della prestazione ottimale.

Spetterà al Mental Trainer strutturare un programma che sviluppi il pensiero positivo, impedendo che ansie, preoccupazioni e tensioni possano influenzare la resa sportiva. Questo avverrà attraverso un percorso che abbia analizzato i pensieri dell’atleta prima, durante e dopo la garacon particolare riguardo a quei pensieri che hanno accompagnato le sue migliori performance. Attraverso l’allenamento guidato, l’atleta svilupperà un Self Talk sempre più funzionale.


[ A cura di G. Starnotti per PsicologiOnline.net]
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<![CDATA[Masha e l'Orso: un cartoon per genitori e bambini]]>Mon, 09 Feb 2015 13:44:31 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/february-09th-2015Picture
Negli ultimi mesi è esploso il fenomeno “Masha e l’Orso”, la fortunata serie di cartoni animati russi che ha conquistato il pubblico dei bambini (e non solo). In Italia viene trasmessa dall'emittente Rai Yo Yo.

Masha è una bambina che assomiglia molto alla maggior parte dei bambini, e non solo fisicamente: vivace, petulante, curiosa, insistente, entusiasta di qualsiasi novità, combina una serie di guai del tutto involontariamente, magari anche animata dalle migliori intenzioni di aiutare o soccorrere Orso e gli altri abitanti del bosco in cui vivono.
Orso è invece un plantigrado dal cuore tenero, che ricorda la figura di un nonno paziente: sopporta l’esuberanza della bambina, la accudisce con affetto e viene attanagliato dai sensi di colpa quando, ai limiti della sopportazione, decide di metterla in castigo; così il castigo dura ben poco, e tutto finisce in un tenerissimo abbraccio. 



Le storie che si raccontano negli episodi sono divertenti, facilmente comprensibili dai bambini che si identificano nella piccola protagonista e, nonostante i disastri combinati da Masha, hanno sempre un lieto fine. Hanno inoltre il pregio di risultare divertenti anche per i genitori, che ritrovano negli atteggiamenti curiosi e vivaci di Masha quelli dei loro figli, ed in quelli protettivi di Orso la paterna condiscendenza del familiare adulto, genitore o nonno. Ciò può creare un’occasione di complicità, in cui genitori e figli si ritrovano insieme a condividere il cartone e le emozioni che questo suscita, insieme vivendo anche momenti di particolare sintonia ed empatia. 

La struttura è semplice: da una parte la piccola, esuberante, istintiva e sconsiderata come tutti i bambini, che pure richiedono attenzione e protezione; dall’altra l’orso-genitore, personificazione delle regole che limitano il mondo esterno ma anche paziente, accondiscendente e pronto ad offrire quella attenzione e protezione. 
È forse proprio questa struttura semplice, in cui piccoli e adulti possono identificarsi, che ha fatto la fortuna di Masha e Orso.


[A cura di G. Starnotti]
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<![CDATA[Incontro "Sport & benessere: lo stato di flow"]]>Thu, 08 Jan 2015 15:38:25 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/incontro-sport-benessere-lo-stato-di-flow

Lunedì 26 gennaio 2015
h. 17:30-19:30
Costo di partecipazione: 8 euro

Il concetto di  “flow”, che compare agli inizi degli anni 70, viene utilizzato 
in psicologia dello sport per indicare una condizione mentale in cui un atleta 
si trova talmente immerso nella sua prestazione da sperimentare un vissuto di 
serenità e concentrazione, e da sentirsi totalmente assorbito dalla propria 
attività fino a “dimenticarsi” di sé stesso, di ciò che accade intorno e 
talvolta persino del tempo che scorre. Si tratta di  una condizione psicologica 
positiva sperimentabile in diversi contesti, che nello sport è riscontrata 
spesso in concomitanza delle migliori prestazioni. 

L'esperienza di flow è stata talvolta comparata ad altri stati di coscienza 
dalle sostanziali connotazioni positive, in particolare alla peak experience, 
che tuttavia, pur presentando delle analogie, si differenzia dall'esperienza di 
flow per alcune caratteristiche: flow, o stato di grazia, e peak experience 
sono comunque termini che appartengono al mondo dello sport ormai da anni. 

Allenatore e psicologo, che sono per l’atleta figure di riferimento, sono in 
grado di attivare un percorso di training mentale tendente a riprodurre o 
mantenere lo stato di flow durante una prestazione.

Tale percorso passa attraverso l’allenamento di strategie di controllo dell’
attenzione, di capacità di autogestione emotiva  e di abilità di 
autoregolazione dell’attivazione o “arousal” (con cui si intende, in 
psicofisiologia, l’intensità dell’attivazione fisiologica e comportamentale 
dell’organismo dinanzi ad una prestazione).  

La trattazione si articolerà attraverso i seguenti punti:
- Definizione del concetto di Flow
- Le nove dimensioni del modello di flow
- Flow, peak experience ed arousal
- Il Flow negli atleti d’elite
- Per chi e quando si può parlare di stato di flow
- E’ possibile replicare lo stato di flow?
- Il ruolo delle tecniche di gestione basate sull’imagery

Verranno altresì stimolati interventi dei presenti che abbiano sperimentato, 
nel corso delle prestazioni, episodi di flow. 

DESTINATARI 
Trattandosi di un tema specialistico, l’incontro è destinato ad un target 
specifico (atleti ed operatori del settore sportivo agonistico di medio ed alto 
livello).

TEMPI
L’incontro avrà la durata di 2 ore.

COSTI
La quota di iscrizione all’evento è di euro 8.

PRENOTAZIONI
Le prenotazioni verranno accolte fino a tre giorni prima dell’evento e 
comunque nei limiti della capienza della sala. Nel caso di rinvio per mancato 
raggiungimento del numero minimo dei partecipanti, gli iscritti verranno 
avvertiti due giorni prima. 
Iscrizioni tramite: 
tel. 3457001550 (Dott.ssa Gabriella Starnotti)
e-mail: studiopsicologiato.ls@gmail.com
modulo di contatto:

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<![CDATA[Eventi di Gennaio]]>Thu, 08 Jan 2015 08:00:02 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/eventi-di-gennaio
Anche questo mese vi diamo appuntamento presso il nostro Studio (Corso Duca degli Abruzzi 42- Torino) con laboratori, incontri e gruppi:


Lunedì 12 h.17:30-19:30 Gruppo RilassaMente (15 euro) *
Martedì 13 h 17:30-19:00 Gruppo Io & il cibo (15 euro) *

Lunedì 19 h 18:00-19:00 Presentazione gratuita Laboratorio di Intelligenza Emotiva 
Martedì 20 h 17:30-19:00 Laboratorio Autodifesa Anziani (8 euro)

* per questi gruppi è possibile sottoscrivere un pacchetto di 4 incontri al costo di 50 euro (anzichè 60)

Le modalità di iscrizione e svolgimento sono indicate nella pagina di ciascun evento. Per ulteriori informazioni potete scriverci o telefonarci attraverso i recapiti presenti nella sezione contatti.


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<![CDATA[Nuovo appuntamento con AutoDifesa Anziani]]>Wed, 10 Dec 2014 12:12:42 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/nuovo-appuntamento-con-autodifesa-anzianiImmagine
Il prossimo appuntamento con il laboratorio AutoDifesa Anziani si terrà martedì 16 Dicembre .
Orario: 17:00-19:00
Costo di partecipazione: 8 euro

Presso lo Studio di Psicologia di Corso Duca degli Abruzzi, 42
Per prenotazioni e informazioni  telefonare al numero 3457001550 (Dott.ssa G. Starnotti) o inviare una mail QUI.


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<![CDATA[Seminario sull'Emotional Eating: quando il cibo nutre le emozioni]]>Fri, 05 Dec 2014 16:46:51 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/seminario-sullemotional-eating-quando-il-cibo-nutre-le-emozioni
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Il concetto di Emotional Eating può essere tradotto in italiano come il mangiare non per un fisiologico senso di fame ma per convogliare un'emozione che non può essere gestita in altro modo.
In condizioni particolarmente stressanti (problemi a casa, sul lavoro, relazionali,...) i cibi di "conforto" possono rappresentare una valvola di sfogo. Gli alimenti particolarmente calorici  e ricchi di zucchero donano infatti un senso di gratificazione immediata e un conseguente senso di benessere. Si tratta però di una situazione passeggera perché una volta svaniti gli effetti, l'umore torna basso e i problemi non si sono risolti.

Con l'avvicinarsi del periodo natalizio aumentano sia le possibili occasioni di stress (ricerca dei regali, maggiori interazioni sociali,...) sia la disponibilità di cibi di conforto: pandori, panettoni e varie ghiottonerie, anche salate.

Nel corso del seminario parleremo di:
  • Emotional eating: definizioni, cause principali;
  • Differenze e similitudini con i Disturbi del comportamento alimentare;
  • Strategie alternative per gestire le emozioni: tecniche di rilassamento e altre modalità;
  • Quando si rende necessario chiedere un aiuto specialistico.


L'incontro terminerà con la presentazione di un Gruppo di sostegno dedicato a questa tematica e che partirà a inizio 2015 presso il nostro Studio. Ai partecipanti al Seminario che vorranno prenderne parte saranno riservate condizioni agevolate.


DOVE: Studio di Psicologia di C.so Duca degli Abruzzi 42, Torino
QUANDO: lunedì 15/12/14, dalle 18:00 alle 19:30
COSTO: 8 euro a testa
ISCRIZIONI: fino a esaurimento della capienza della sala, tramite i recapiti (mail, form sul sito, telefoni) presenti nella sezione contatti
Evento Facebook: seguici e condividilo con i tuoi contatti!
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<![CDATA[Presentazione gratuita del laboratorio "...Che ansia!"]]>Tue, 18 Nov 2014 10:22:06 GMThttp://www.studiopsicologiatorino.info/blog/presentazione-gratuita-del-laboratorio-che-ansiaPicture
Lunedì 1 dicembre, dalle 17 alle 18, si terrà presso il nostro Studio ( in C.so Duca degli Abruzzi 42, Torino) la presentazione del laboratorio "...Che ansia! Imparare a riconoscere e a gestire ansia, panico, stress".

Le parole ansia, stress e panico fanno ormai parte del linguaggio quotidiano, non senza qualche confusione. Il rischio di etichettarsi o darsi una definizione errata del proprio malessere è alto e può generare equivoci e difficoltà nella vita quotidiana. 
Questo laboratorio nasce per imparare a dare una definizione di ansia, interrogarsi sulle cause e apprendere delle strategie per riconoscerla e gestirla.



La presentazione è gratuita; per motivi logistici è richiesta la prenotazione attraverso i recapiti presenti nella sezione contatti.

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